Cosa faresti se scoprissi che l'azienda per la quale lavori sta organizzando la fine del mondo?
Cosa faresti se ti accorgessi che i tuoi colleghi sono implicati in un diabolico piano catastrofico?
Cosa faresti se ti offrissero una vita di lusso e ricchezza per entrare in un progetto di cui non sai nulla?
Probabilmente faresti come me. E faresti male.
C.A.  
La trama Le recensioni Capitoli I, II, III, IV Compra con Paypal (€ 10,00) Il blog di C.A.

14.1.08

La trama

La vita di Carmine Amendola prosegue senza particolari colpi di scena, anche se nulla gli mancherebbe per potersi sentire un professionista di tutto rispetto e "inquadrato" nella società. Ha un buon lavoro presso una multinazionale di telecomunicazioni, una bella donna al suo fianco e una casa al centro di Roma che non gli fa sentire la nostalgia della sua nativa Campania. Per quanto fondamentalmente insoddisfatto, la sua pigrizia gli impedisce di cercare qualcosa di diverso per rendere più interessante la sua esistenza.
Un giorno, però, le cose cambiano radicalmente.
E' il giorno in cui Carmine prende coscienza di qualcosa di molto strano che accade nella sua azienda quando la maggior parte dei dipendenti sono a casa. Accidentalmente Carmine viene a scoprire una rete di attività e di gerarchie del tutto diverse da quelle che da anni conosce eche costituiscono anche le fondamenta della sua vita sociale. Carmine scopre di essere parte di una organizzazione molto più grande e potente in cui un semplice dipendente, timido e arrendevole, è quello che muove i fili di tutto e il cui progetto, ambizioso e diabolico, sembra davvero non conoscere ostacoli...

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italica.rai.it

STOP (Sun Turn Off Point) è il punto di spegnimento del sole, la data in cui la terra e l'intero sistema solare saranno soggetti alla glaciazione.
Due punto zero è la nuova versione della terra, priva delle imperfezioni e dei difetti che hanno caratterizzato la precedente.
EGod è il dio cibernetico che organizza l'arca, il megacomputer che elabora, controlla e aggiorna il piano di salvataggio.
Al centro della vicenda, Carmine Amendola, impiegato annoiato dalla vita e dal lavoro, coinvolto in un'avventura più grande di lui.
Interessante miscuglio di fantascienza e giallo, Due punto zero segna l'esordio letterario di Ferdinando Carcavallo, fondatore e curatore del blog cinematografico kinemaZOne. Da segnalare anche il blog del libro sul quale il protagonista racconta i retroscena e i particolari inediti della sua vita.

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30.11.07

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16.11.07

[Due punto zero ] Capitolo 4

Un’ uscita inutile. Tutti soldi buttati o magari investiti in qualcosa che Carmine ignora. Non riesce a pensare a nes­sun motivo logico per il quale si rende necessaria la sua presenza a queste riunioni in cui fa solo da uditore. E non è l’unico a fare questa vita. Almeno una volta al mese tutti i colleghi, per un motivo o per un altro, fanno la loro bella presenza alla sede centrale. Forse si tratta di un modo per tenere gli impiegati legati all’azienda, per sti­molare lo spirito di gruppo e cazzate del genere. L’effetto reale, però, è che ogni volta che va a Bologna Carmine si rende conto di come il tenore di vita dei colleghi del nord Italia sia migliore. Ora poi, vedendo Di Biase, comincia a fantasticare che questi non sia mai andato via dalla K&S ma che si sia soltanto trasferito a Bologna con un note­vole aumento di stipendio, senza dire niente ai colleghi per evitare polemiche e problemi sindacali.
Ipotizzando losche trame su Di Biase arriva all’aeroporto. Il ritorno se lo fa in aereo per non arrivare tardissimo a casa. Business class, ovviamente.
In fila per il check-in business, Carmine vede Grenet al banco accettazione Air France. Fosse stato qualche anno fa, Carmine avrebbe trovato una scusa per scambiarci due parole, così giusto per entrare in confidenza con il capo dei capi, ma oggi questo non rientra più nei suoi target. Con il passare del tempo, nella trasformazione da mac­china ad uomo, Carmine ha pensato bene di sostituire gli obiettivi con i desideri.
Fatto il check-in e compiaciutosi di aver avuto assegnato un bel posto 2F, Carmine si avvia al bar dell’aeroporto per bere un caffé. Anche al bar c’è Grenet. Il destino glielo ha messo davanti per la seconda volta in meno di mezz’ora. Il dirigente francese se ne sta fissando una vetrina di scemenze d’aeroporto parlando a voce contenuta al cellulare. Per quanto parli a voce bassa e rigorosamente in francese, Carmine riesce ad afferrare qualche “j’arrive”, “ce soir” e “a bientot” pronunciate quasi con voce tremante. A telefonata ultimata Grenet si volta e guarda dritto verso Carmine. Ciononostante non sembra accorgersi della sua esistenza e si avvia all’imbarco quasi passandogli attraverso come un ectoplasma. Ha un andamento molto nervoso e preoccu­pato. Non ci sono voli per Parigi imminenti, per cui Carmine si chiede quale sarà la sua destinazione, esclu­dendo Roma, ovviamente, dal momento che mancano 40 minuti all’imbarco.
Non ha mai visto prima Grenet preoccupato. Nessuno dei dirigenti della K&S da' mai l’impressione di essere preoccupato, stressato o teso. Caratteristiche comuni a tutti sono proprio i capelli bianchi e il sorriso sereno stampato in volto. Prima di vederlo di persona la prima volta a Roma, Carmine conosceva Grenet dalle foto sui giornali e sulle brochure K&S, e lo aveva divertito che fosse sempre in posa tipo sagoma di cartone, con sorriso smagliante, fin troppo smagliante. Quando poi lo ha conosciuto di persona in una normale riunione di avanzamento, lo stesso sorriso stampato gli aveva fatto quasi impressione. Come se si fosse trovato davanti una mummia. Aveva cominciato a pensare che Grenet por­tasse una maschera come quella di Joker o di V (for Ven­detta).
Arrivato all’imbarco dopo una lunga fila, Carmine si svuota le tasche per il controllo al metal detector. Tira fuori il cellulare, il portafogli, si sfila l’orologio e cerca le chiavi di casa. Guarda un po’ dappertutto con crescente ansia. La gente comincia a mugugnare e i poliziotti gli chiedono cosa c’è che non va.
- Non trovo le chiavi di casa mia –
L’agente non sembra interessato alla questione, ma la risposta lo soddisfa e lo lascia continuare. La gente in­tanto comincia a tirare fuori il solito copione fatto di “Ma non aspettate l’ultimo momento”, “si faccia da parte”, “il mio aereo parte tra dieci minuti” e ”ti ospito io stanotte”.
Quest’ultima è una voce conosciuta.
- Eh? Marianna, ciao.
- Ma che combini?
- Non trovo le chiavi di casa, mi sa che le ho lasciate in ufficio
Deciso ad arrendersi, passa attraverso la celletta cer­cando di ricordare il momento in cui ha appoggiato le chiavi sulla scrivania la mattina precedente prima di par­tire per la stazione.

In aereo Marianna riesce a convincere il passeggero af­fianco a Carmine a scambiare i posti. Un 2C con un 21 C, favorevole come cambio, ma del resto è molto difficile ri­fiutare qualcosa a Marianna, non tanto per la sua bellezza, ma per la caparbietà con la quale tratta qualsiasi faccenda. Dal tono con il quale ti chiede una cosa, seppure gentile, si capisce che non ha nessuna intenzione di accettare un rifiuto.
Marianna lavora in K&S da un anno, molto a contatto con Carmine, ed in poco tempo è riuscita a trovarsi molto a proprio agio e ad entrare in buoni rapporti con tutti quelli che contano. Se Carmine non la conoscesse di persona penserebbe che il motivo del successo sul lavoro di Marianna sia dovuto a qualità e impegno non pretta­mente professionale, come si è soliti pensare quando alla K&S una donna fa più strada di un uomo. Nel caso di Marianna, però, è fin troppo chiaro che caparbietà e grinta sono le armi principali.
Il fatto che sia anche bellissima, secondo Carmine, è anche quello frutto del suo carattere. Non è facile gestire la bellezza; occorrono impegno, volontà, spirito di sacri­ficio e passione. Tutte doti che Marianna ha e utilizza al meglio. Con i suoi trentasei anni, se soltanto per un po’ smettesse di credere in se stessa diventerebbe bruttissima.
- Comparsata a Bologna? – chiede lei
- Si. La solita mensile
- Qualche novità?
- Macchè. Ah una si. Te lo ricordi Di Biase? Ma no, tu non puoi ricordarlo…
- Quello che lavorava a Roma e sparì all’improvviso?
- Si, lui. Ma come lo sai che tu non c’eri ancora?
- Me l’hai raccontato tu, rimba.
- Ah si?
- Si. Quando uscimmo insieme una settimana dopo che ero arrivata, ricordi?
- Eh, ricordo che uscimmo insieme, ma non che ti par­lai di Di Biase.
- E scommetto che non ricordi nemmeno altre cose di quella sera.
Un imbarazzo da ghiacciare le ali dell’MD80 investe il tenero Carmine. In effetti con Marianna c’è stata una pic­cola storia fatta di uscite serali, piccoli pomici mattutini in macchina prima di andare in ufficio e qualche rendez-vous alberghiero approfittando delle trasferte, ma si è trattata di una cosa senza passione durata poco più di un mese e poi finita naturalmente e senza traumi, anche se la sensazione di Carmine è che un po’ a Marianna sarebbe piaciuto che la storia continuasse.
- Beh, comunque l’ho incontrato. – riprende lui per cam­biare discorso
- Chi? – risponde Marianna sbuffando un po’ delusa dal rifiuto di un ricordo.
- Di Biase.
- Ah, e dove?
- In sede. Era in una sala riunioni tutto solo e trafelato a parlare in videoconferenza con qualcuno. Quando mi ha visto non mi ha riconosciuto e poi quasi mi cacciava fuori.
- Ma non eravate amici?
- Beh, amici…Eravamo colleghi. Sai che tipo di amici­zia può nascere in ufficio, no? Rapporti di lavoro e niente di più.
- Eh, già. Ne so qualcosa.
Seconda glaciazione. Per tutto il viaggio i due non si rivolgono più la parola.

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21.10.07

Due punto zero (ISBN 9788890314605) on line

Da oggi si può comprare Due punto zero sui maggiori mediastore on line (oltre che richiederlo in tutte le librerie del regno).
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*) promozione a scadenza nel mese di ottobre.

Due punto zero su Google Libri

2.10.07

[Due punto zero] Capitolo 3

Vivere economico e viaggiare in business. Carmine vive questo grande paradosso. Riesce a stento a mettere insieme i soldi per vivere decentemente, però quando viaggia per lavoro la K&S lo piazza in Business Class e in alberghi a cinque stelle. E così, eccolo bello al fresco in prima classe di un eurostar diretto a Bologna per passare due giorni nella sede della K&S a fare riunioni, alle quali potrebbe partecipare anche via telefono, e pernottare in un lussuoso albergo. E questo è l’aspetto che più lo alletta delle trasferte.
La vita d’albergo alla lunga aliena, ma il lusso di non do­versi preoccupare di mettere a posto le cose gli procura piacere, anche se in fondo si tratta di un’illusione.
Quando la sera rientra in albergo si spoglia lasciando i ve­stiti in giro per la stanza, si fa la doccia lasciando cadere a terra l’asciugamani per poi stravaccarsi sul letto. A conclusione della bellissima serata si beve una bibita lasciando cadere sotto il letto la bottiglia vuota. Il demone della libertà e del lusso gli fa dimenticare che le stanze non le rifanno di notte, per cui al risveglio lo si può vedere bestemmiare per i vestiti sgualciti, inciampare nell’asciugamani ormai inutilizzabile e infilarsi scarpe macchiate di indelebile SanBitter Rosso.
Alle 12:00 Carmine è davanti al palazzone della K&S appena fuori Bologna. Ovviamente vi è arrivato con una lussuosa Alfa 156 così comfortable e automatica da far dimenticare di girare il volante.
La riunione è alle 12:30, quindi c’è un po’ da aspettare a zonzo tra gli open space del terzo piano, quello operativo e più vicino al piano presidenziale. Qui è facile veder passare i VIP dell’azienda, quindi bisogna essere in ordine e non avere mai l’atteggiamento di uno che non ha niente da fare. Molti fingono di parlare a telefono, ma Carmine, rifiutandosi di fare questa pantomima, de­cide di avviarsi alla sala riunioni anche se sa che non c’è ancora nessuno. Non ha controllato in verità quale sia il numero della sala, anche perché da anni è sempre la stessa, per cui apre senza esitazione la porta della 3R6.
Sorpresa, la sala non è vuota. C’è una persona se­duta al tavolo riunioni quasi al buio che Carmine vede solo di spalle. Il tizio è così impegnato ad ascoltare quello che dice una figura sullo schermo del notebook che non si accorge della sua entrata. La voce che si sente dal portatile è a basso volume e confusa, forse straniera, ma la sagoma dell’ospite a Carmine appare familiare.
Avvicinatosi quatto quatto a pochi metri lo riconosce. E’ Di Biase. Il mitico Maurizio Di Biase, ex funzionario in carriera della K&S che più di tre anni fa lasciò l’azienda da un giorno all’altro senza nemmeno salutare. All’epoca corsero voci incontrollate. Alcuni dissero che Di Biase aveva vinto alla lotteria, altri che fosse stato li­cenziato perché aveva insultato Grenet e altri ancora che semplicemente aveva lasciato la moglie e il figlio down senza lasciare tracce in preda ad una crisi esistenziale.
Ed ora è lì a due metri, in una sala riunioni sotto la pre­sidenza dell’azienda che da tre anni ha misteriosamente lasciato.
Quando Carmine si manifesta a Di Biase, questo si spa­venta non poco e come reazione si alza e abbassa lo schermo del notebook.
- Di Biase? Maurizio? Ciao. -
- Ciao… - dice Di Biase freddamente e guardandosi intorno come per assicurarsi che non ci siano altri intrusi.
- Ma che fai qui? - chiede Carmine
- Scusi…ma io veramente… -
- Non ti ricordi di me? Sono Carmine. Carmine Amendola.-
- Ah…si…Amendola.
- Lavoravamo insieme a Roma, ti ricordi? -
- Non lo so…si certo…Amendola…a Roma… come no. -
- Scusa se ho interrotto. Ti aspetto fuori… -
- Eh? Si, è meglio…tra poco… -
- Ok. Ok. Vado -
Carmine esce dalla sala e Di Biase resta attonito in piedi accanto al tavolo a fissarlo come per assicurarsi che si levi dai coglioni. Prima di uscire Carmine gli sorride ancora
- Maurizio Di Biase, ma guarda un po’ - gli dice sorri­dendo e poi scompare del tutto dietro la porta.
Che strana espressione che aveva, pensa Carmine. E’ sembrato più sorpreso di lui nel vederlo. Come se fosse stato Carmine a svanire come un brutto sogno.
Sono ormai le 12:50 ma nessuno dei partecipanti alla sua riunione si vede. Carmine controlla sulla convocazione ed effettivamente constata che la riunione è in una sala al pian terreno.Siccome è troppo tardi, decide di andare senza salutare Di Biase, tanto se è tornato in K&S in qualche modo lo riacchiappa.

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4.7.07

Ottimo esordio

di Riccardo Gavioso

L'originalissima idea narrativa si riflette in un titolo particolarmente indovinato che stuzzica la curiosità del lettore. Lettore che non resterà certamente deluso da un romanzo in cui una sapiente gestione della suspence, in un crescendo, come già sottolineato, di taglio cinematografico, finirà per ghermirlo e portarlo verso le ultime pagine senza alcun calo di tensione. Buono davvero lo stile narrativo: la penna scorre veloce e incisiva, e si concede solo qualche divagazione per impreziosire il tutto con un'ironia graffiante e soffusa. Quanto al tentativo di classificarlo come genere, offrirei una chiave alternativa: fantapolica. Credo che a qualche lettore non sfuggirà certo il fatto che la revisone del pianeta terra è già in atto da lungo tempo, e che a molto meno di centocinquanta milioni di persone sono delegati i destini dell'umanita: guerre, lager, gulag, pulizie etniche, carestie, siccità ed epidemie non sono forse tante piccole release. Con qualche recente aggiornamento meno violento e in chiave prettamente economica, ma forse ancor più efficace. Particolarmente condivisibile, quindi, l'ambientazione aziendale del romanzo. Unico appunto, visto che di recensione si tratta: io credo che la versione attuale del pianeta sia almeno la 30.5.

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3.7.07

Un posto al sole

di Flavio Ignelzi

Che l'immaginazione di Ferdinando Carcavallo sia alquanto fervida, lo si capisce fin da subito. Che l'umorismo sia
una delle sue armi migliori, lo si percepisce col passare delle pagine. La storia, dal canto suo, monta pian piano,
gradualmente, passando da un'usuale ambientazione aziendale, ad un avventuroso giro del mondo, attraversando i generi senza mai soffermarsi troppo su nessuno di essi (praticamente tutte le sfumature del thriller, dalla
spy-story al giallo). Evidente è l'impianto cinematografico del racconto: sembra che sia stato concepito per essere trasposto in film. Magari uno di quei blockbuster ammmericani, con una buona quantità di colpi di scena per disorientare di tanto in tanto lo spettatore (pardon, il lettore). Un esordio con un'idea di partenza folgorante, la stessa che Danny Boyle ha utilizzato per il suo ultimo film "Sunshine". Per caso gli sono stati venduti i diritti e noi non ne sappiamo niente?

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